Basterebbe il nome di Chris Anderson per fare alzare le antennine e focalizzare l’attenzione su World Wide Rome, evento che si terrà a Roma venerdi 9 marzo. Eppure, la presenza del direttore di Wired Us e autore del celebre The Long Tail, non è la sola ragione per non perdere questa giornata (se non siete fra i fortunati 1300 iscritti, seguitelo in streaming). La vera notizia (per me) è che finalmente anche da noi si parlerà del fenomeno dei Makers: ovvero, gli artefici di una nuova rivoluzione industriale, che passa dal web, e arriva nelle case di tutti noi.
Eh si, perché se il termine maker vi fa pensare al pensionato bricoleur, un po’ pasticcione, che si costruisce mobiletti in cantina, vi state sbagliando.
Il maker è una nuova figura, un creativo/designer/inventore che ha messo insieme capacità digitali e manuali, e ha cominciato ad autoprodursi ciò che desidera, secondo la filosofia del Do-It-Yourself (DIY). E che ha detta degli esperti, sarà sempre più determinante nei prossimi anni.
Tra le tante caratteristiche del maker c’è quella di essere all’avanguardia dal punto di vista hi-tech e gli oggetti se li produce con stampati 3D. Avete capito bene: stampanti che non usano carta e inchiostro, ma C-R-E-A-N-O oggetti in tre dimensioni.
E come se non bastasse, il movimento dei Makers è strettamente legato al concetto di democratizzazione dell’industria, di open source, di libera circolazione del sapere, di condivisione, di autoimprenditorialità e soprattutto di innovazione tecnologica. Insamma, cosucce che stanno cambiando il mondo e il nostro modo di pensare, di cui si parlerà venerdi a Roma con i protagonisti di queste nuova rivoluzione industriale, che parte dal basso.
Ecco alcuni nomi:
Dale Dougherty, fondatore ed editore MAKE magazine e idetaore della Maker Faire newyorkese, due punti di riferimento dei Makers americani.
Alberto D’Ottavi, giornalista e co-fondatore di Blomming, piattaforma di social commerce, che consente ai creativi di vendere i propri oggetti sulla piazza più frequentata del mondo: Facebook.
Il trio fondatore di Vectorealism (Eleonora Ricca, Marco Bocola e Costantino Bongiorno), start up italiana che si occupa di digital fabrication su misura: pensi un oggetto, lo disegni, glielo invii e loro lo realizzano al laser. Per il momento sono limitati al 2D, ma si stanno attrezzando per il 3D.
Riccardo Marchesi, imprenditore di macchine tessili che ha reinventato il proprio lavoro con il progetto Plug and Wear e produce tessuti smart dotati di sensori elettronici.
Zoe Romano, media-attivista e co-fondatrice del progetto di moda collaborativa Openwear, e di Serpica Naro (che, a chi fosse sfuggito, è l’anagramma di San Precario…), il primo brand con licenza open.
E tantissimi altri, tutti da non perdere: Riccardo Luna, Luca Sofri, Leandro Agrò (fra i primi a parlare in Italia di Internet of things)…
Categorie:
DIY

Eccomi con il secondo appuntamento Do it yourself: dopo la storia de La Cynique Romantique, oggi mi cimento con un oggetto di design: la seduata Bookfor di Luca Gnizio.
Volete farla da soli, a casa? Leggete qui come fare, ce lo spiega direttamente il designer.
INTANTO, RACCONTACI CHI SEI.
Mi chiamo Luca Gnizio, ho 31 anni, una laurea in Disegno industriale al Politecnico di Milano e sono il fondatore di FordesignFor, un brand di prodotti ecologici e sostenibili.
CHE COS’è BOOKFOR?
È una seduta che ha la forma di un maxi libro: l’imbottitura è fatta di tante pagine di tessuto sovrapposte.
E ORA, SPIEGACI COME SI FA.
Prima, scegli la sedia che userai come base: è meglio che abbia la struttura in acciaio, minimal.
Poi, crea l’imbottitura. Recupera degli scampoli di tessuto: una vecchia tenda, una coperta, un tappeto, delle tovaglie, dei sacchi di iuta, ma anche dei fogli di pluriball… Tagliali a forma di rettangolo: devono essere circa 50 x 100 cm, ma il risultato finale è più scenografico se le dimensioni variano. Adesso, sovrapponili, cercando di alternare i materiali e i colori. Prendi un ago da lana e della lana, e cucili assieme: a metà, per riprodurre il dorso di un libro, e sui bordi, nella parte che farà da schienale (è verticale, non starebbero in piedi…).
Se la sedia non ha lo spazio per infilare il dorso, però, invece di rettangoli, devi tagliare gli scampoli a forma di quadrati, per fare due cuscini separati.
Infine, fissa l’imbottitura verticale allo schienale con un nastro.
L’IDEA IN PIù?
Cucite dei bottoni e fate delle asole sugli angoli dei fogli di tessuto dello schienale, invece di cucirli: così potrete sfogliarli veramente.
E ora, Do It Yourself!

Altra versione di Bookfor di Luca Gnizio, Fordesignfor

Dettaglio di Bookfor di Luca Gnizio, Fordesignfor
Categorie:
DIY
Oggi inauguro una nuova sezione del blog, dedicata al Do it yourself. In un momento storico come questo, penso sia davvero importante ricominciare a fare le cose, da soli. Per risparmiare, per sopravvivere alla crisi, per imparare qualcosa di nuovo. Qui racconterò storie di chi lo fa, consigli per replicare hand made pezzi di design, suggerimenti, tips, trucchi…
UNA ROMANTICA CHE RESISTE
Comincio raccontando la storia di Miriam Lepore, giornalista radiofonica (precaria), che vive a Firenze, che cerca di combattere la precarietà esistenziale, realizzando tutorial di progetti DIY. Lo fa con il progetto La Cynique Romantique, un blog dove trovano casa le due sue anime: da un lato, quella cinica, che deve fare i conti con la realtà, con l’affitto e le bollette a fine mese. Dall’altro, quella romantica, che resiste nonostante le difficoltà e non vuole rinunciare alla parte più dolce di sé. Insieme a Miriam, ci sono Michelle, Irene, Valeria… Tutte donne che vivono la stessa condizione esistenziale.
NON MI ACCONTENTO DI UNA VITA A META’
«Anche se non abbiamo un lavoro a tempo indeterminato, un posto fisso», racconta Miriam, «non vogliamo rinunciare a nulla della nostra vita. Vogliamo vivere tutti i momenti importanti della nostra esistenza fino in fondo, e non accontentarci di una vita a metà. Per cui, nonostante le ristrettezze economiche con cui dobbiamo fare i conti, abbiamo cercato di trovare lo stesso il modo per festeggiare il compleanno, aggiungere un tocco di design alla casa. Ho deciso di farlo perché una mia amica ha avuto un bambino, senza avere un lavoro fisso: deve far fronte ogni giorno a dei sacrifici, ma non volevo che rinunciasse a festeggiare il compleanno di suo figlio, perché non se lo poteva permettere… E così, mi sono detta, arrangiamoci da sole! Questi tutorial sono per tutti: vogliamo dare la possibilità a chi ci segue di fare lo stesso, di farsi le cose in casa, senza spendere una fortuna. E vogliamo che i nostri consigli siano condivisi con gli amici, gli amici degli amici degli amici… Sono open e free».
DAI CUPCAKES AI WALL PAPER
«Ci muoviamo su due livelli: chi è a Firenze, può partecipare ai workshop gratuiti che organizziamo. Ne abbiamo appena fatto uno catartico per San Valentino… Oppure, chi non può raggiungerci, può seguirci sul blog, dove pubblichiamo tutorial di ogni tipo, per imparare a fare borse, décor per party, cupcakes, inviti per feste, wall paper, giochi per bambini… Siamo ancora all’inizio, ma cresceremo».
Quindi, piuttosto che rinunciare, arrangiatevi!

Workshop Voodoo Love Party, organizzato per San Valentino.
Categorie:
DIY
Oggi parliamo di design democratico, ma così democratico da non costare nulla (soltanto il prezzo dei materiali). È l’idea dei creativi di Recession Design, che dal 2009 portano avanti un’originalissima e provocatoria ricerca progettuale: il fai-da-te di design. Il meccanismo è semplice: loro presentano i prodotti (librerie, armadi, tavoli,…) e poi ti danno le istruzioni per realizzarli da solo, a casa tua, usando materiali reperibili in qualsiasi negozio di bricolage e attrezzi comuni.
Dietro il nome Recession Design ci sono Zoran e Dragana Minic, Nicola Golfari e il fotografo Max Rommel, che collaborano di volta in volta con designer e creativi con esperienze e formazioni diverse. Il loro obiettivo è rimettere al centro della ricerca e della progettazione l’oggetto nella sua forma e funzione essenziale, soprattutto in un momento in cui la situazione economica internazionale attraversa una fase delicatissima.
Questa sera presso la galleria Allegra Ravizza Art Project (ore 18,00, in via Gorani 8 a Milano) sarà presentato il loro ultimo progetto: MiniRecession. Dopo aver affrontato durante l’ultimo Salone il tema degli spazi architettonici con il progetto MyPlace alla Fabbrica del Vapore, adesso si confrontano con dimensioni più contenute. Addirittura limitate. Infatti i progetti esposti non dovranno superare i 40 cm per due delle tre dimensioni. Il risultato? Manufatti da parete o da terra pensati per il verde domestico: vasi, contenitori, piani d’appoggio e di lavoro.
L’intero ricavato della mostra sarà devoluto in beneficenza all’associazione non governativa In-Vita, che sta portando avanti dei progetti di sviluppo in Mali. Quindi per l’occasione i progetti dei prodotti esposti si potranno acquistare a un prezzo simbolico. La mostra sarà visitabile fino al 16 settembre (dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19, il sabato su appuntamento).


Categorie:
DIY