Design allo zenzero

Archivio: luglio 2012

Olimpiadi 2012 Il lanciatore di doping

C’è una cosa che si può dire di me, senza alcun dubbio: non sono una sportiva, e non sono interessata a nulla che abbia a che vedere con il fitness. Anzi, direi che sono l’anti-sportiva per eccellenza (anche se, ormai, con l’età che avanza, un pensierino alla palestra lo sto facendo… e mi sa che dovrò capitolare, prima o poi).
Nonostante il mio rifiuto patologico, non ignoro che questa sera c’è l’inaugurazione ufficiale delle Olimpiadi 2012 di Londra, che, oltre le consuete polemiche, si stanno portando dietro tanti sportivi accusati di doping
Argomento che non è sfuggito ai creativi di Fabrica, che da sempre promuove l’arte socialmente attiva e impegnata, e che proprio oggi, per l’occasione, inaugura presso la Dray Walk Gallery (The Old Truman Brewery), nel cuore della capitale inglese, un’installazione che non potrà non far discutere: Doping Thrower, ovvero “il lanciatore di doping“, dell’artista cubano Erik Ravelo, già autore di Lana Sutra.
La scultura punta al cuore della nascita dei giochi olimpici, e lancia un’evidente critica al mondo dello sport. Infatti, Doping Thrower si ispira al celebre Discobolo, opera realizzata da Mirone intorno al 445 a.C, emblema della passione greca per i giochi olimpici e del culto per la perfezione fisica, ma è ricoperta di fiale, capsule, pillole multicolor e al posto del discobolo, appunto, sta per lanciare una flebo…
Il lanciatore di doping è un’occasione di riflessione sull’uso e abuso di sostanze dopanti per migliorare in modo artificiale le prestazioni degli atleti, e allo stesso tempo, un’accusa al sistema, che per interessi economici non tutela la salute degli sportivi.
L’opera sarà esposta fino al 6 agosto. Se siete a Londra per le Olimpiadi, non perdetela.

Categorie: cavoli a merenda

elena paparelli guida rétro

Tablet, smartphone, mp3 potentissimi… La vostra borsa è piena di device hi-tech, ma non resistete al fascino di un vecchio giradischi?
È appena uscito il libro che fa per voi: Techno Vintage, di Elena Paparelli (€9,70).
Pubblicato da Tunué, è un catalogo ragionato di tutti gli oggetti che hanno segnato la nostra storia. Dai più celebri, come la Vespa e la macchina da scrivere Valentine, a quelli meno conosciuti, come le radio e le macchine da caffé. Ma ci sono anche i primi computer, i primi cellulari-monstre, i videoregistratori, i walkman. Ve li ricordate? Li avete usati anche voi.
L’autrice passa in rassegna tutti gli oggetti che in qualche modo hanno contribuito a creare il nostro immaginario collettivo. Divisi per categorie, ne racconta la storia, aneddoti, caratteristiche, e il costo (indicativo) e i market dove trovarli. E sono proprio le curiosità a rendere questo libro davvero unico.
Per esempio: lo sapevate che la macchina da scrivere di Paul Auster, Olympia (1930/40), è stata la stessa con cui John Fante ha scritto il romanzo La confraternita dell’uva? E che, sempre un’Olympia, ma modello 65c, fu comperata dallo scrittore John Updike durante il suo soggiorno londinese e poi è stata battuta all’asta da Christie’s per 4375 dollari?
Una guida utile a tutti gli appassionati del vintage, ma non solo. Che vi regalà tantissimi argomenti di conversazione per non sfigurare sotto l’ombrellone.

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Categorie: coffee break

Oggi vi parlo di alberi, fiori e natura. Per la precisione, di un mazzolin di fiori. Ma non uno qualunque, ne ho in mente uno molto preciso, che non è composto da quattro margherite un po’ appassite… Il Mazzolin di fiori di cui parlo è un’opera monumentale dell’artista-designer Andrea Salvetti. Si tratta di una maxi cupola costituita da tantissimi fiori in alluminio colorati, che può essere usata, avendo lo spazio adatto, come dehors. Quindi, se avete un giardino o un terrazzo, invece del tradizionale (e un po’ cheap) ombrellone, mettete quest’opera di art design.
L’idea è quella di creare un’istallazione che costituisca un riparo naturale, come una siepe o un cespuglio per un animale selvatico, in mezzo alla natura. Esposta all’ultima edizione di Art Basel, fa parte del progetto Nature domestiche.
Salvetti vive e lavora vicino alle Alpi Apuane, immerso nella natura: natura che diventa arte, e poi design fruibile.
Come la Cassapanca e i Ceppi in alluminio, che ricordano un ciocco di legno, ma sono contenitori; oppure, come i Pali di luce, che sembrano dei rami appoggiati a una parete, ma sono delle lampade; o ancora, come le sedute Nido, dei veri e propri nidi in cui accomodarsi.
Se volete vederle dal vivo, il 14 luglio inaugura la mostra Natura Forte, al Forte Strino di Vermiglio (in Trentino): un luogo ricco di storia che si confronta con delle opere di arte contemporanea. La mostra sarà visitabile tutta l’estate, fino il 30 settembre.

 

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Categorie: oooh