25gen
2012
Designer ai fornelli
Da anni il food e il design vanno a braccetto: si guardano, si seducono a vicenda, si contaminano… Gli chef si trasformano in designer, e i designer in chef. Forse perché cucinare è come progettare, ma con gli alimenti.
Per suggellare questa liason, Editrice Compositori (la stessa di Ottagono) ha deciso di creare una collana dedicata: dopo il successo dei due volumi Le ricette dei designer (il primo è stato vincitore del Premio selezione Bancarella della Cucina), pubblica Cavolo che design, un volume interamente dedicato alle verdure (costo: €19).
Con l’introduzione di Filippo La Mantia, cuoco che ha studiato architettura ma che ci tiene a ribadire che ha sempre trattato il cibo come tale, Cavolo che design raccoglie le ricette di 70 designer, illustrate dagli autori con creatività e ironia.
Le ricette spaziano dal primo al dolce. Si va dalla Carciofata millefoglie di Paolo Favaretto alla Vellutata di Zucca di Monica Graffeo, dalla Bagna Cauda alla giapponese di Shinobu Ito (da provare!) agli ‘E cucuzziell a’ scapece (zucchini alla scapece) di Romolo Stanco.
Infine, per chi non ha voglia di mettersi ai fornelli, viene suggerito il locale dove poter degustare una valida alternativa.
Quanto alla collana, sono previsti altri sette titoli: il prossimo sarà “Stuzzicati dal design”.
L’ingrediente più utilizzato: la zucca
Il consiglio più utile: un’appendice tecnica a cura di Gaggenau dedicata alla preparazione delle verdure.
Piacerà: anche ai vegetariani (me per esempio!).
La ricetta che sposa meglio cucina-design: il Pratarago di Chiara Moreschi (qui sotto la preparazione).
PRATARAGO di Chiara Moreschi
Questa ricetta è un piccolo omaggio al famoso Pratone di Ceretti, Derossi, Rosso del 1971 per Gufram. Una variazione formale per la più classica delle frittate agli asparagi che utilizza l’uovo sbattuto in veste di ottimo materiale espanso da sagomare in uno stampo!
Ingredienti per una frittatina
1 uovo | 300 gr di asparagi | 5 foglie di spinacio | 1 cucchiaino di fecola di patate | sale e pepe q.b. | 1 coppapasta o stampo quadrato, lato 8 cm | carta forno per rivestire lo stampo
Preparazione
Pulire gli asparagi e cuocerli in acqua salata facendo attenzione a non farli diventare troppo molli, scolarli e lasciarli raffreddare. Tagliare le punte degli asparagi ad una lunghezza di circa 10 cm e tritare la rimanenza insieme alle foglie di spinacio (per conferire il colore
verde acceso alla base di uovo). Sbattere un uovo con sale e pepe, aggiungere la verdura tritata e mescolare il tutto. Disporre il coppapasta in una teglia e foderare lati e fondo con la carta forno. Versare il composto di uovo nello stampo e completare la preparazione infilandovi
le punte di asparago in verticale, una accanto all’altra, fino ad aver ricoperto tutta la superficie. Infornare la teglia per 30 minuti a 150° ricoprendo la frittata con un foglio di alluminio per evitare che le punte degli asparagi si anneriscano durante la cottura. Sfornare e lasciar intiepidire la frittata prima di toglierla dallo stampo e servirla.
In abbinamento
Un Vermentino fresco.
In alternativa
Ristorante Capo Torre, sulla via Aurelia tra Albisola e Celle Ligure: vista mozzafiato sulla scogliera e cucina di pesce deliziosa (provate la frittura!). Attenzione che è aperto solo con la bella stagione.
Categorie: foodstock
TAGS: Chiara Moreschi, Editrice Compositori, Filippo La Mantia, Food design, Guggenau, Monica Graffeo, Ottagono, Romolo Stanco, Shinobu Ito







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